L’indagine gradiometrica è una tecnica geofisica non invasiva finalizzata alla misura delle variazioni locali del campo magnetico terrestre, al fine di individuare anomalie associate a oggetti sepolti, strutture sotterranee o discontinuità geologiche. Il principio di funzionamento si basa sulla capacità dei materiali ferromagnetici o con magnetizzazione residua di modificare localmente l’intensità del campo magnetico naturale.
Lo strumento viene normalmente spostato lungo linee di misura equidistanti, note come traverse, separate da una distanza fissa, Δy. I dati vengono acquisiti sopra queste traverse a specifici intervalli di campionamento, Δx.
Applicazioni
- Archeologia: individuazione di tombe, strutture murarie e fossati.
- Ingegneria civile: individuazione di tubazioni, cavi o strutture sepolte.
- Geologia: mappatura di intrusioni magmatiche o anomalie litologiche.
Considerazioni tecniche
- La sensibilità della misura dipende dalla distanza tra lo strumento e l’anomalia e dalla magnetizzazione del materiale.
- Condizioni ambientali, come infrastrutture metalliche o linee elettriche, possono generare interferenze e richiedono opportune correzioni.
- La combinazione di indagini gradiometriche con altre tecniche geofisiche (GPR, geoelettrica) consente un’interpretazione più robusta del sottosuolo.


